Il mercato del private equity a settembre ha fatto registrare 10 nuovi investimenti (3 in più rispetto allo scorso anno), aprendo buone prospettive perchè il 2018 si configuri come anno record, avendo già raggiunto, dopo nove mesi, quota 110 operazioni. Settembre si è contraddistinto per una predominanza di operazioni di buy out, con una percentuale ancora più elevata rispetto al trend consueto (80%), mentre le operazioni in capitale per lo sviluppo si confermano sempre nel raggio del 20% dell’intero settore. Due interventi di buy out rappresentano operazioni di add on, ovvero acquisizioni finalizzate alla crescita per linee esterne dell’impresa partecipata, sotto la regia dell’operatore di private equity. Dal punto di vista geografico, il settore risulta come sempre polarizzato nel nord del nostro Paese, in questo caso, nello specifico, in tre regioni: 40% in Lombardia, 40% in Emilia Romagna e 20% in Piemonte. In ottica settoriale, invece, si segnala il 40% dei beni di consumo, il 20% dei prodotti industriali e la presenza di altre operazioni concluse in ambiti settoriali meno frequenti, quali servizi finanziari, utilities e alimentare. Le piccole e medie imprese rappresentano, come sempre, il principale bacino di riferimento per gli operatori, anche se non mancano un paio di deals con enterprise value di rilievo. Si conferma anche in questo arco temporale del 2018 l’interesse ed attenzione dedicati dagli investitori internazionali alle imprese del nostro Paese (30% del totale).

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