Secondo il Bollettino Economico di Banca d’Italia l’economia italiana non dovrebbe andare oltre un +0,1% nel terzo trimestre, ancora in rallentamento dunque rispetto al +0,3% dei primi 90 giorni dell’anno e il +0,2% del secondo trimestre. Nei mesi estivi la dinamica del Pil sarebbe stata condizionata da un ristagno della produzione industriale, una prosecuzione della crescita nei servizi e un contributo moderatamente positivo delle costruzioni.

Nei primi otto mesi dell’anno gli investitori non residenti hanno ridotto le loro consistenze di titoli in portafoglio italiani di 42,8 miliardi: i disinvestimenti hanno riguardato soprattutto i titoli pubbici (24,9 miliardi) e le obbligazioni bancarie(12,4 miliardi), ora nel mirino di mercati finanziari ribassisti. Se le condizioni reddituali e patrimoniali delle banche sono significativamente migliorate, sia i corsi azionari sia i premi per il rischio sui titoli obbligazionari – si legge nel Bollettino – hanno risentito delle tensioni sui mercati finanziari italiani, connesse con l’incertezza degli investitori sull’orientamento delle politiche economich». A metà ottobre – si fa poi notare – i premi sui Cds dei principali istituti erano più elevato di 40 punti base rispetto a giugno (+110 su marzo) e, in questo contesto, il tasso medio dei prestiti alle imprese è «lievemente aumentato», mentre nel secondo trimestre l’incidenza dei crediti deteriorati netti è scesa al 4,7% del totale dei finanziamenti (dal 5,3% del primo trimestre).

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