La SFDR sta cambiando volto. E con la proposta di revisione, la sostenibilità nei prodotti finanziari potrebbe diventare più semplice da leggere, più comparabile e soprattutto più coerente con ciò che viene realmente fatto in portafoglio.
La CommissioneEuropea propone infatti di superare l’utilizzo degli attuali Articoli 8 e 9 come «quasi-etichette» di mercato e introdurre un vero sistema di categorie per i prodotti che utilizzano claim ESG: Sustainable, Transition ed ESG Basics, con una soglia minima del 70% del portafoglio a sostegno della strategia dichiarata.
Non si tratta però di una graduatoria dal prodotto “più” al “meno” sostenibile. Ogni categoria identifica una strategia diversa e richiede criteri coerenti: dai prodotti che investono in attività già ad elevati standard, a quelli che finanziano percorsi credibili di transizione, fino alle strategie che integrano approcci ESG senza rientrare nelle altre due categorie.
Per gli IntermediariFinanziari significa ripensare la gamma: alcuni prodotti oggi classificati come Art. 8 o 9 potrebbero essere ricollocati, mentre claim ESG, strategia, composizione del portafoglio, dati e controlli dovranno essere sempre più allineati.
E il tema riguarda indirettamente anche le PMI. La SFDR non introduce un nuovo obbligo generalizzato per le imprese, ma gli investitori avranno bisogno di informazioni sempre più leggibili e verificabili per qualificare e monitorare i propri prodotti.


