Numeri, prospettive e informazioni che contano quando un’impresa cerca capitale
Quando un’impresa chiede un finanziamento o cerca un investitore, tende spesso a concentrarsi sul progetto che vuole realizzare.
Chi deve mettere a disposizione le risorse parte invece da un’altra domanda: questa impresa è in grado di utilizzare bene il capitale e, quando previsto, di restituirlo?
La risposta non dipende da un solo numero.
In questo articolo
- Conta di più il fatturato o l’utile?
- Perché tutti guardano la cassa?
- Quanto conta l’indebitamento?
- Cosa vede una banca prima di decidere?
- Che cosa può far suonare un campanello d’allarme?
- Quanto conta la Centrale dei Rischi?
- Cosa guarda un investitore in equity?
- E un fondo di private debt?
- Quanto conta il business plan?
- Quanto conta il management?
- Le garanzie sono sempre decisive?
- Quanto conta il settore in cui opero?
- Perché mi chiedono così tanti documenti?
- ESG e sostenibilità contano davvero?
- Cosa posso fare prima di presentarmi a un finanziatore?
1. Conta di più il fatturato o l’utile?
Nessuno dei due, preso da solo, basta.
Un fatturato elevato indica che l’impresa vende, ma non dice quanto guadagna né quanta cassa riesce a generare. Allo stesso modo, un utile positivo non significa necessariamente che l’impresa disponga della liquidità necessaria per pagare regolarmente debiti, fornitori e dipendenti.
Chi finanzia guarda quindi all’insieme: ricavi, margini, utile, cassa e loro andamento nel tempo.
In pratica
Il fatturato cresce da 4 a 6 milioni di euro, ma nello stesso periodo i crediti verso clienti aumentano da 700.000 a 1,5 milioni. La crescita c’è, ma deve essere finanziata.
2. Perché tutti guardano la cassa?
Perché i debiti si pagano con la cassa, non con l’utile contabile.
Chi concede un finanziamento vuole capire se l’attività ordinaria genera risorse sufficienti per sostenere rate, interessi, investimenti, imposte e fabbisogno di capitale circolante.
La domanda da farsi
Dopo aver pagato ciò che serve per far funzionare l’impresa, quanta cassa rimane disponibile?
3. Quanto conta l’indebitamento?
Molto.
Un’impresa può essere redditizia, ma avere già un livello di debito elevato. Il punto è capire quanto spazio rimane per sostenere nuovo debito.
Non esiste una soglia valida per tutte le imprese: settore, dimensione, stabilità dei ricavi e caratteristiche del progetto incidono sulla valutazione.
Attenzione a…
Avere ancora credito disponibile non significa necessariamente che sia opportuno utilizzarlo tutto.
4. Cosa vede una banca prima di decidere?
Il bilancio è solo una parte delle informazioni disponibili.
La banca può considerare anche andamento dei rapporti bancari, utilizzo degli affidamenti, regolarità dei pagamenti, esposizione complessiva, informazioni presenti nella Centrale dei Rischi, settore, qualità del progetto, garanzie e andamento prospettico.
5. Che cosa può far suonare un campanello d’allarme?
Non sempre si tratta di una perdita.
Margini che si riducono, crediti che crescono più rapidamente del fatturato, magazzino in aumento, utilizzi costantemente al limite delle linee, ritardi nei pagamenti o forte dipendenza da pochi clienti possono diventare segnali da approfondire.
Conta la combinazione dei segnali e la loro evoluzione nel tempo.
6. Quanto conta la Centrale dei Rischi?
Per una banca è una fonte informativa importante.
Consente agli intermediari partecipanti di avere una visione dell’indebitamento dell’impresa verso il sistema finanziario e dell’andamento dei rapporti segnalati. Non è una “lista nera”.
Da ricordare
È utile che anche l’impresa conosca le informazioni presenti e verifichi periodicamente che siano corrette.
7. Cosa guarda un investitore in equity?
Qui la prospettiva cambia.
Un investitore che entra nel capitale vuole capire quanto valore l’impresa potrà creare in futuro. Per questo può concentrarsi su mercato, vantaggio competitivo, prodotto, management, capacità di scalare, marginalità futura, tecnologia, clienti e possibilità di uscita dall’investimento.
La domanda da farsi
Questa impresa può valere molto più di oggi tra alcuni anni?
8. E un fondo di private debt?
Un fondo che investe nel debito dell’impresa guarda soprattutto alla capacità di rimborso.
L’analisi può essere molto approfondita sulla singola operazione e riguardare struttura finanziaria, generazione di cassa, piano industriale, management, posizione competitiva, settore e condizioni dell’operazione.
9. Quanto conta il business plan?
Dipende dall’operazione, ma quando si finanzia un progetto futuro diventa essenziale.
Il business plan deve spiegare cosa vuole fare l’impresa, quanto capitale serve, come verrà utilizzato, quali risultati sono attesi, quando arriveranno e quali flussi di cassa potranno essere generati.
Da ricordare
Il valore di un business plan non sta nell’ottimismo delle previsioni, ma nella capacità di spiegare perché sono ragionevoli.
10. Quanto conta il management?
Più di quanto possa sembrare.
Numeri e progetti devono essere realizzati da persone. Chi finanzia può quindi voler capire chi guida l’impresa, quali competenze possiede, quanto conosce il mercato e se il team è adeguato al progetto.
11. Le garanzie sono sempre decisive?
No.
Le garanzie possono essere importanti, ma non sostituiscono la capacità dell’impresa di rimborsare il debito. Il finanziatore preferisce che il rimborso avvenga grazie ai flussi prodotti dall’attività.
La domanda da farsi
Prima: l’impresa sarà in grado di pagare? Poi: cosa succede se non riesce a farlo?
12. Quanto conta il settore in cui opero?
Conta perché il finanziatore non valuta l’impresa nel vuoto.
Possono incidere andamento del mercato, concorrenza, prezzi delle materie prime, regolamentazione, evoluzione tecnologica, concentrazione della domanda, rischi geopolitici e rischi climatici o ambientali.
13. Perché mi chiedono così tanti documenti?
Perché chi mette capitale nell’impresa deve ridurre l’asimmetria informativa.
Bilanci, situazioni contabili, business plan, contratti, informazioni societarie e documentazione sul progetto servono a trasformare informazioni sull’impresa in una decisione. Nelle operazioni più complesse l’analisi può diventare una due diligence.
14. ESG e sostenibilità contano davvero?
Possono contare, ma non allo stesso modo in tutte le operazioni.
Per alcune imprese possono essere rilevanti consumi energetici, esposizione a rischi climatici, gestione della filiera, sicurezza, governance e standard richiesti dai clienti. Il peso effettivo dipende da settore, dimensione e tipo di finanziatore.
15. Cosa posso fare prima di presentarmi a un finanziatore?
Provare a guardare l’impresa dal suo punto di vista.
Non chiedersi soltanto “Perché dovrebbero finanziarmi?”, ma anche “Quali dubbi potrebbe avere chi deve decidere?”. Arrivare preparati significa conoscere anche le criticità e saper spiegare come verranno affrontate.
Da ricordare
Conoscere ciò che guarda il finanziatore aiuta l’impresa a leggere meglio anche se stessa.
Dalla valutazione alla negoziazione
Se l’interesse del finanziatore o dell’investitore prosegue, comincia una fase diversa: verifiche, documenti, condizioni e negoziazione.
È il tema del Numero 4 di “Le FAQ di Innexta”: Durante l’operazione.


